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La nostra storia

La nostra storia

È l'estate del 2015. Il sole splende sui campi da beach volley del centro sportivo Fun Club di Mottalciata, ai piedi delle Alpi Biellesi.


I pallavolisti professionisti Valeria Rosso e Rodolfo Cavaliere stanno portando avanti un camp estivo con 18 ragazze di 11 anni. L'obiettivo è costruire insieme il proprio ideale di successo e migliorare l'autostima attraverso attività sportive e di coaching.

Rodolfo chiede qual è la loro materia preferita. I bambini rispondono: "Italiano", "Storia", "Scienze"....

Poi chiede qual è la materia che vi piace di meno. E rispondono: "Matematica". Tutte. In coro.

Oltre a essere uno sportivo, Rodolfo è anche un ingegnere e ama la matematica. Non riesce a farsi una ragione che il "100% delle ragazze" abbia un rapporto così negativo con una materia così importante.

Quella sera Valeria e Rodolfo cominciano a fare qualche ricerca sulla rete. E si apre un mondo. Scoprono che ciò che hanno visto nel loro camp non è affatto un caso: i continui fallimenti in matematica diminuiscono l'autostima fino a generare impotenza appresa nei ragazzi.

Ma scoprono qualcosa di ancora più sorprendente: le abilità matematiche sono innate. E questo vuol dire che le ragazze del loro camp non hanno il destino segnato, possono migliorare e ritrovare la loro autostima.

Ma come? Trovano la risposta nei lavori di un gruppo di ricercatori italiani che fanno capo alla professoressa Daniela Lucangeli. La matematica deve essere "vista e manipolata". Detto in termini scientifici, va appresa con il dominio cognitivo visuo-spaziale. Ed è possibile farlo attraverso il gioco.

La notte ormai è volata via insonne, ma ora hanno un piano d'azione. 

Il giorno dopo si presentano al centro sportivo con tante idee per introdurre i concetti matematici attraverso il gioco.

Si parte con bandierina, ma con una variante: i numeri non vengono chiamati direttamente ma attraverso semplici operazioni matematiche come somme e sottrazioni. Nei giorni seguenti vengono aggiunte anche moltiplicazioni, divisioni e perfino radici quadrate.

L'ultimo giorno Rodolfo si posiziona a metà delle due file di ragazze e urla: "Meno uno". Dopo un istante di smarrimento la prima ragazza alle sue spalle di ogni fila scatta verso la bandierina. Anche i numeri negativi sono stati introdotti e appresi senza alcuna difficoltà.

Alla fine del camp tutte le ragazze hanno fatto molti passi avanti in matematica e hanno ritrovato la propria autostima.

Valeria e Rodolfo si dicono: "Se ha funzionato per 18 ragazze, perché non provarci con tutti i bambini del Biellese?".

Così è nata l'idea di fondare Biella Cresce, il primo progetto in Italia ad applicare su larga scala le più aggiornate conoscenze scientifiche sull'apprendimento attraverso il gioco.

Per trasformare l'idea in realtà abbiamo avuto bisogno del supporto di tante persone e del meraviglioso gruppo di sponsor che ci ha dato fiducia.

Per questo desideriamo ringraziare tutta la nostra community, gli enti e le aziende che ci sostengono.

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